Corenno Plinio: Medioevo, gradini, presepi

Un paese che sembra un presepe!! Ma non solo per l’attrattiva di un borgo che si affaccia sul lago con le case in pietra strette intorno alle stradine che portano al molo…qui oltre ai mille gradini ci sono davvero i mille presepi. Sì, proprio così, l’atmosfera è resa ancora più suggestiva dai presepi di diverse fogge e dimensioni che si incontrano dappertutto, nelle vie, sui davanzali, sulle barche nel porticciolo.

Ho già anticipato alcune delle particolarità di Corenno Plinio, tappa principale del trekking che da Dervio ci ha portato a Dorio con un percorso ad anello tra lago e collina. E poi, l’altra parola chiave, il Medioevo, ben spiegato dalla nostra guida in questo bellissimo History Trek che unisce natura e storia per renderci ancora più consapevoli dei territori che visitiamo, proprio come piace a me!

L’itinerario

Il percorso è un anello di circa 11 km con un dislivello moderato di 250 m, nel complesso non presenta particolari difficoltà in quanto si sviluppa essenzialmente su tratti pianeggianti o con dislivelli morbidi alla portata di tutti. Gradini e gradoni non mancano….

Partiamo da Dervio in una fredda mattina di inizio gennaio ma, dopo una bella colazione al Bar Il Pontile, ci scaldiamo subito camminando! Segnaliamo che a Dervio la maggioranza dei parcheggi sono a pagamento (giornata 10 €), i posti bianchi sono limitati. Meglio arrivare presto e avere un po’ di pazienza nella ricerca.

Ci addentriamo subito nel centro storico di Dervio passando per la piazzetta Cavour con il Palazzo De Magni risalente al XIV sec. Ci soffermiamo sul portale esterno, a metà tra il gotico ed il rinascimentale, con l’arco a sesto acuto, incorniciato da un raffinato fregio. Il nome di Casa de Magni deriva dalla famiglia Magni che fu presente a Dervio dal XVII sec. e pose il proprio stemma sopra l’arco del portale.

Proseguiamo il nostro cammino prendendo una mulattiera gradonata che porta al nucleo di Castello, per proseguire attraversando le località di Chiari e Monastero dove si incontra il complesso rustico che costituiva il Monastero di S. Clemente degli Umiliati. Questo ordine si costituì nell’Italia settentrionale durante il XII sec. dopo che l’imperatore di Germania Enrico II, durante la lunga lotta con i longobardi, fece prigionieri numerosi nobili milanesi e comaschi e li condusse oltralpe come ostaggi. Questi nobili, trovandosi persi in terre straniere, decisero di pentirsi e ripudiare le loro ricchezze per dedicarsi alla produzione della lana. L’imperatore, commosso da tale gesto, decise di liberarli e farli tornare in patria dove fondarono un nuovo ordine monastico chiamato “degli Umiliati”. I monaci del Monastero di San Clemente erano soliti dare alloggio a pellegrini e viandanti. L’ordine fu abolito da papa Pio V nel 1571 con l’accusa di aver tradito i propri ideali accumulando grandi quantità di ricchezze.

Continuiamo sulla mulattiera e raggiungiamo il nucleo abitato di Corenno Plinio, la tappa principale del nostro history trek. Si nota subito l’impronta medioevale con la piazza in acciottolato, l’imponente castello, la chiesa di S.Tommaso di Canterbury con le tre arche funerarie dei conti Andreani.

In cammino verso Corenno Plinio…ci siamo quasi!

Corenno Plinio, il borgo dei mille gradini

La frazione di Corenno Plinio rappresenta uno degli angoli più caratteristici del Lago di Como, un luogo dove è ancora possibile provare una forte suggestione storica ed immaginare le vicende del lago durante il Medioevo.

Borgo medievale costruito su un insediamento romano e a picco sul lago, deve il nome al console romano Caio Plinio che a Como era nato e dove amava soggiornare. La particolarità di questo paesino sono i gradini tutti intagliati nella roccia, tant’è che oggi Corenno è anche soprannominato il Borgo dei mille gradini. Una manciata di case arroccate su un promontorio sul lago, cui si accede attraverso scale alcune delle quali intagliate nella pietra.

In cima al promontorio svetta il suo castello recinto, realizzato nel XIV secolo per volere della famiglia Andreani, che aveva avuto il feudo di Corenno dall’Arcivescovo di Milano Ottone Visconti sin dal 1277. Il castello venne costruito sui resti di fondazioni romane ed ha una pianta irregolare ma pressoché quadrata. Sono ancora visibili le due torri: a nord di forma quadrata e a sud a vela ovvero aperta al suo interno, che si affaccia sulla piazza Garibaldi e guarda la chiesa di San Tommaso di Canterbury. Il castello aveva la funzione di fortezza e raccoglieva la popolazione che vi si rifugiava in caso di attacco da parte degli invasori.

La chiesa di San Tommaso di Canterbury sorge vicino al castello-fortificazione e quindi era probabilmente in origine una chiesa castellana. Fondata nel XII-XIII secolo, consacrata nel 1365, è Parrocchia dal 1566, quando Corenno costituito da 28 famiglie per un totale di 80 persone, fu visitata da San Carlo Borromeo che dedicò la Parrocchia a San Tommaso di Canterbury.  Nel 1966 un’importante opera di restauro ha portato alla luce parte degli affreschi votivi dipinti sulle pareti tra il Trecento e il Cinquecento. Sulla parete settentrionale un san Cristoforo e san Francesco (XV sec.) ed un’Epifania (XIV sec.) con frammenti di una Madonna del Latte (XV sec.). Sulla parete meridionale un Vescovo con gli Apostoli (XIV sec.), una Madonna in trono del 1538 e i due santi Apollonia e Gottardo.

Davanti alla chiesa sono collocati i tre grandiosi monumenti funebri della famiglia dei conti Andreani: i primi due collocati ai lati del portale, il terzo addossato alle mura del castello. Queste tombe costituiscono una particolarità del borgo di Corenno Plinio dato che non si riscontrano altri esempi sul territorio lariano.

Dalla piazza ci spostiamo nelle strette viuzze del centro e lungo le scalinate che dal castello portano al lago. Qui si scopre davvero l’incanto di questa chicca del lago di Como! Passeggiare tra il castello e il lago è davvero come fare un salto indietro nel tempo, facile immaginare il suo passato di cui le sue mura sembrano parlare.

E, come anticipato, a rendere l’atmosfera davvero magica presepi di ogni foggia sono sparsi per il borgo, dai più piccoli sui davanzali, a quello sulla barca al molo, dal Babbo Natale a grandezza naturale. Fantasia e creatività rendono Corenno Plinio ancora più bello. Qui qualche esempio!

In fondo alle scalinate si arriva al vecchio molo, dove sono attraccate le barche dei pescatori e da cui generazioni di pescatori e viaggiatori sono salpati per raggiungere le diverse comunità delle due sponde del lago. Un borgo così intimo e ricco di dettagli che ci regala infine una vista così ampia e luminosa del lago!

Ogni estate, a fine agosto, a Corenno Plinio si svolge la rievocazione medievale con figuranti che mostrano gli antichi mestieri, cibo, musica medievale. Il clou è rappresentato dall’arrivo del Barbarossa dal lago e col corteo medievale al seguito del conte Andreani davvero un evento imperdibile e molto sentito dalla popolazione.

Da Corenno Plinio ci dirigiamo verso Dorio e ci fermiamo in una bella spiaggia attrezzata con tavoli, ideale per il nostro pranzo al sacco. Dopo la meritata sosta riprendiamo il cammino e arriviamo a Dorio.

Sul nostro cammino di ritorno verso Dervio ci soffermiamo alla Chiesa di San Giorgio e al Castello di Orezia.

L’arrivo a Dorio

Dal centro di Dorio passiamo dalla Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio, dallo stile tardobarocco, per poi giungere all’antica Chiesa di S. Giorgio che si trova a Mandonico, il vecchio nucleo rurale a monte di Dorio. Dal candido colore bianco, sorge su uno spiazzo erboso, a pochi passi dal Sentiero del Viandante. La chiesa esisteva nel 1412 ed era munita di un portico antistante dove si radunava la comunità di Dorio.  La veste attuale risale alla seconda metà del Seicento, con ulteriori modifiche del 1804 concernenti la facciata, nella quale si osservano finestre di diversa epoca.
Un tempo l’interno era riccamente dipinto, ora rimangono solo alcuni riquadri affrescati sulla parete settentrionale, restaurati nel 1983. Purtroppo la chiesa è chiusa e non possiamo ammirare l’interno ma ci godiamo il superbo panorama.

Il Castello Di Orezia sorge su una rupe che domina la penisola di Dervio. Non si conosce l’origine del nome di Orezia, ma con tale denominazione la località era già citata nel XII secolo. Il castello di Orezia fu costruito nel XIV secolo, per sbarrare la strada della Valvarrone, che all’epoca svolgeva un importante collegamento strategico con la Valsassina. Fonti riportano che il Castello di Orezia fosse collegato da passaggi segreti, che conducevano al Castello di Corenno e alla frazione di Villa.

Due nomi sono rimasti famosi nella storia di questa zona, dove spesso transitavano gli eserciti delle grandi potenze: il Medeghino (1530-1532), che percorreva con la sua flotta le acque del lago razziando ovunque e rifugiandosi poi nell’imprendibile castello di Musso, ed i Lanzichenecchi (1629), che lasciarono dietro di loro la tragica peste ricordata da Manzoni ne “I Promessi Sposi” e che a Dorio fece una strage portando gli abitanti da 300 a 84; le ricorrenti epidemie di peste sono testimoniate dalla chiesetta di Santa Cecilia di Dervio che fu utilizzata come lazzaretto.

Qui attualmente rimane visibile una sola Torre, conservata ancora in buono stato, di fianco si possono notare i resti della fortificazione e delle altre torri. Con una processione nel dicembre 1954, sulla sommità del Castello venne posizionata una statua della Madonna.

Ultimo tratto verso Dervio

Infine, arriviamo a Dervio che ci accoglie con la magia del tramonto sul lago dopo questa escursione nella storia!

Informazioni trekking

Percorso facile

Partenza: Lungolago di Dervio

Dislivello: 250 m circa

Lunghezza: 11 km

2 pensieri riguardo “Corenno Plinio: Medioevo, gradini, presepi

  1. Bellissimo post e foto, mi piacion9mmokto le prospettive delle varie strutture che hai raffigurato, anche a me le architetture mi piace fotografare mai per intero ma sempre spezzare. In sole tre
    parole: bravissima per tutto❣❣❣💕

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