Natura e tradizioni nel Sud della Francia

Spettacolare vista dal castello di Peyripertuse

Mix tra tradizioni, storia millenaria e natura selvaggia, così sintetizzerei la regione che si estende tra Linguadoca, Camargue e Provenza. Si tratta sicuramente di un viaggio sorprendente seppur “facile”: si organizza infatti in autonomia e l’ideale per muoversi è utilizzare la propria auto in modo da godere della massima libertà negli spostamenti. Si tratta inoltre di aree tranquille e per lo più poco trafficate dove è davvero piacevole viaggiare, a parte qualche città di maggiore richiamo come Carcassone o Avignone. Io propongo il percorso che ho seguito e che si è svolto in una decina di giorni e che mi ha davvero soddisfatto da tutti i punti di vista, compresa la cucina. Ideale poi la conclusione in Costa Azzurra soprattutto se, come me, cercate sempre di far rientrare qualche giorno di mare nelle vostre vacanze. Amo tantissimo la Costa Azzurra e ci sono stata diverse volte, per cui ne parlerò in un articolo dedicato…

Si parte da Milano una mattina di agosto …

Prima meta è la zona più lontana in modo poi da proseguire il viaggio verso l’Italia.
Arrivo in Linguadoca verso le 18.30 nel borgo di Boutenac dove ci aspetta il nostro Bed & Breakfast e soprattutto la gentilissima padrona di casa con i suoi preziosi consigli per visitare al meglio la zona. Qui rimaniamo per 3 giorni interi, tutti bellissimi e diversi l’uno dall’altro. La sera ci ritroviamo sempre a cena a Lezignan dove ci sono posticini davvero meritevoli e delle fantastiche crepes!

Primo giorno: Carcassonne

Non può mancare la visita a Carcassonne che raggiungiamo passando per la bella cittadina di La Grasse. Città medievale con i suoi tesori riconosciuti Patrimonio dell’Unesco, uno dei migliori esempi di borghi fortificati in Francia, Carcassonne è sicuramente il vero gioiello della regione di cui è il capoluogo. Situato al crocevia di due grandi strade di comunicazione utilizzate fin dall’antichità, il borgo spicca con i suoi giganteschi bastioni fiancheggiati da torri, che si declinano su circa 3 chilometri e che introducono nella più grande città fortificata d’Europa ancora viva e vitale.

Dalla Città Bassa alla Città Alta si possono ammirare testimonianze di oltre 2000 anni di storia, trasferite nel corso del tempo da Romani, Visigoti, Saraceni e Crociati, e non è difficile immaginarsi i cavalieri di un tempo in armature scintillanti. Il periodo di maggior splendore della città corrisponde infatti a quello della diffusione del Catarismo, dal 1089 al 1209, epoca della dinastia dei Trencavel. Oltre all’imperdibile passeggiata lungo l’ampio spazio tra le due cinte di mura, sono da vedere il Castello Comitale e il suo Museo Lapidario, la Basilica Saint Nazaire, le Porte Narbonesi e la Torre del Tréseau. Le sorti di Carcassone furono inevitabilmente legate al movimento cataro di cui la città era una delle roccaforti privilegiate: venne assediata e conquistata dall’esercito guidato da Simon de Monfort che ne fece il quartier generale per le sanguinose campagne contro i catari della regione.

Secondo giorno: abbazie e spiaggia

Giornata divisa tra storia e mare. Mattinata dedicata alla visita dell’abbazia di Fontfroide e di Narbonne, città dal passato illustre: in età medievale fu infatti capitale del regno visigoto e, successivamente, importante centro religioso, spirituale e culturale, sede di una prestigiosa arcidiocesi. A una quindicina di chilometri da Narbonne si trova l’antica abbazia di Sainte-Marie de Fontfroide, un complesso architettonico davvero incantevole, fondato alla fine dell’XI secolo da una comunità di monaci benedettini poi passati all’ordine cistercense nel 1145.

Attraverso la visita guidata di circa un’ora abbiamo potuto ammirare luoghi traboccanti di serenità, come la chiesa abbaziale del XII secolo con vetrate moderne, il chiostro con colonnine romaniche, la maestosa sala capitolare con colonne di marmo e gli edifici dei monaci e dei conversi, senza dimenticare ovviamente i giardini terrazzati e il bellissimo roseto.

Dopo la sosta per il pranzo ci dirigiamo a Gruissan, principale stazione balneare della zona. Certo non è proprio il mare tranquillo a cui siamo abituati, qui è il vento a farla da padrone e sulla spiaggia molti sono attrezzati con tende o scavano addirittura profonde buche nella sabbia in cui ripararsi! Bagno praticamente impossibile ma bella atmosfera di vacanza in libertà. Infine, non può mancare la visita alla torre Barberousse, punto panoramico privilegiato che domina il villaggio dall’alto e che si raggiunge con una breve passeggiata.

Terzo giorno: castelli catari

Giornata dedicata ai castelli catari. Prima la rocca di Villerouge con un tour audiovisivo,

poi la visita completa al castello di Peyripertuse. Giustamente soprannominato la “cittadella della vertigine”, il maestoso castello cataro di Peyrepertuse, dal suo promontorio roccioso domina paesaggi selvaggi e incontaminati.

Già feudo di Guglielmo di Peyrepertuse all’epoca della crociata contro gli Albigesi ed elemento essenziale nella difesa del regno di Francia contro la corona d’Aragona, questo sito fortificato oggi conserva splendide rovine arroccate e si compone di tre parti: il vecchio castello, la cinta muraria mediana e il castello di San Jordi, nel punto più alto, raggiungibile inerpicandosi su per le scale di Saint Louis, scavate nella roccia. Dal parcheggio situato lungo la via del castello, un ripido sentiero permette in una ventina di minuti di raggiungere le rovine. Una volta arrivati in cima, la visita dei luoghi permette di ammirare un notevole esempio di architettura militare medievale e una splendida vista sulle verdi colline circostanti. Senza contare il bellissimo spettacolo di falconeria a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere!

La giornata si conclude con la sosta al villaggio di Cucugnan e al suo mulino fondato nel diciassettesimo secolo.

Il giorno successivo si parte per la Provenza dove rimaniamo per 5 notti al Mas du Notaire nel paesino di Gallician. Il “mas” è la classica fattoria dalle pareti in pietra con imposte in legno tipica della Provenza, ideale per una vacanza a stretto contatto con il luogo e le sue tradizioni. Arriviamo nel tardo pomeriggio dopo aver trascorso parte della giornata nella città di Montpellier, capitale della Linguadoca e settima città più grande della Francia, dove l’anima medievale incontra lo spirito contemporaneo delle città europee.

Il Mas dove abbiamo soggiornato

Le prime due sere ceniamo nella vicina cittadina di Vauvert dove rimaniamo quasi travolti da una corrida per le strade della città! Sì, proprio così: all’uscita dal ristorante le strade del paese prima deserte si sono animate con persone e tori. Si tratta di una spettacolare tradizione della Camargue ovvero i giochi taurini che si svolgono nei villaggi e nelle arene e che consistono nel prendere al toro la coccarda che gli viene posta sulle corna. Una vera sorpresa per noi!

I tori, uno dei simboli di questa regione
Primo giorno: Arles e Camargue

E, a proposto di tori, ad Arles c’è la rue des Arenes, la via che la percorre e che porta a Les Arenes, la plaza de toros, l’anfiteatro romano nel cuore della città, costruito nel I secolo. Si pensa alle corride, ma anche alle corse di carri o alle lotte dei gladiatori, che qui in effetti avvenivano prima che, all’inizio del Medioevo, questa arena venisse trasformata in una fortezza durante le invasioni arabe. Oggi qui si tengono le course camarguaise, una sorta di corride incruente, dove l’animale non si ammazza: i razeteurs, di bianco vestiti, intrattengono con la bestia una danza, una sfida, le si avvicinano il più possibile per togliere dei nastri e delle coccarde legate alle loro corna. Praticamente la versione in arena della corsa a cui abbiamo assistito per le strade di Vauvert.

Ad Arles comunque si respira un po’ di Spagna: bar e botteghe hanno con nomi spagnoli, negozi, alberghi e ristoranti dedicati interamente alla tauromachia, souvenir di tutti i generi dedicati al toro, protagonista anche nelle specialità gastronomiche. Bellissima Arles con la sua atmosfera, senza dimenticare che è la città dove Van Gogh soggiornò e che influenzò il suo genio.

La giornata prosegue girovagando in macchina cercando di assaporare la bellezza di questi luoghi con sosta finale nella località balneare di Port Saint-Louis.

Secondo giorno: parco ornitologico ed Aigues Mortes

La Camargue è un’area di vaste pianure selvagge, unica in Europa. Il paesaggio è composto da una serie meravigliosa di risaie, paludi, acquitrini, lagune, canneti con fenicotteri rosa e lande dove galoppano branchi di cavalli bianchi e pascolano mandrie di tori della Camargue. Si tratta senza dubbio di un territorio unico che ospita una fauna e una flora davvero incredibili. Inoltre, le lagune e le paludi tranquille richiamano numerose specie di uccelli.

Il parco ornitologico di Pont de Gau che si trova sulla strada che arriva da Arles, 4 km prima di Saintes-Maries de la Mer in realtà è una delimitazione, lievemente riadattata con un percorso pedonale di un’intera porzione della Camargue. Qui ci sono diversi sentieri intervallati da postazioni specifiche per l’osservazione da vicino di fenicotteri rosa, aironi porporini, merli acquatici, ma anche garganelle, castori, bisce e cavalli allo stato brado. Il parco ornitologico permette di avvicinarsi agli animali per osservarli meglio e fotografarli.

Si tratta di una visita davvero imperdibile che occupa almeno mezza giornata. Dopo questa fantastica esperienza a contatto con la natura ci siamo diretti ad Aigues-Mortes.

Fondata nel XIII secolo da San Luigi al fine di sviluppare il commercio con l’Italia e l’Oriente, Aigues-Mortes, primo porto sul Mediterraneo del regno di Francia, svela un insieme architettonico particolarmente ben conservato. Sembra una vera e propria fortezza medievale, con ben 1634 metri di mura, porte fortificate, venti torri e un camminamento di ronda. La Torre di Costanza, la più alta della città (30 metri) nonché ex prigione, offre dalla propria terrazza uno splendido panorama delle distese della Camargue. All’interno delle mura si susseguono negozi e ristoranti con tavolini all’aperto dove si può trascorrere una piacevole serata.

Terzo giorno: Avignone

Torniamo ad immergerci nella storia ad Avignone, Città dei Papi dal 1309 al 1376.

Il suo centro storico è classificato dall’UNESCO e la sua città vecchia ha conservato una testimonianza impressionante del suo passato: il Palazzo dei Papi, sicuramente il più famoso monumento della città. Sito Unesco, uno dei più grandi edifici gotici del Medioevo, è costituito dalla sovrapposizione di due edifici separati, il vecchio palazzo di Benedetto XII e il nuovo palazzo di Clemente VI. Ora è uno dei dieci monumenti francesi più visitati ogni anno, e ogni anno ospita importanti eventi culturali.

La vasta piazza del Palazzo è anche circondata da altri edifici prestigiosi come il Petit Palais, che era l’antica residenza degli arcivescovi. Costruito tra il XIV e il XVIII secolo, questo elegante edificio di quasi 3.000 metri quadrati ospita oggi un museo che espone dipinti italiani dal XIII al XVI secolo, come la Madonna col Bambino di Botticelli, nonché sculture romaniche e gotiche. Si può anche ammirare l’Hôtel des Monnaies con la sua bella facciata barocca del XVII secolo con aquile e draghi, e visitare la Cattedrale Notre-Dame-des-Doms, costruita nel XII secolo e rimodellata nel XV e XVII secolo. In stile romanico provenzale, contiene una magnifica cupola romanica, una sede vescovile di marmo bianco e le tombe gotiche dei papi Giovanni XXII e Benedetto XII. Una volta all’aperto, guardate in alto per vedere l’enorme statua dorata della Vergine Maria in cima al campanile. Poi passeggiate lungo i vicoli medievali per ammirare le dimore antiche, i palazzi rinascimentali e le vecchie piazze. Arriverete certamente alla Rue des Teinturiers, una pittoresca strada pedonale lastricata di ciottoli. L’animata Rue de la République collega i bastioni alla Place de l’Horloge, ombreggiata da platani, il cuore vivace della città con i suoi numerosi caffè e ristoranti. Si può ammirare la facciata neoclassica del municipio del XIX secolo e la sua torre dell’orologio, un antico campanile del XIV secolo con un orologio a jacquemart.

Giornata intensa di storia e arte che si conclude con una bella cena in uno dei tanti bistrot allaperto di Saint Remy de Provence, dove si respira un’aria di libertà ed eleganza allo stesso tempo, molto francese!

Quarto giorno: Saintes Maires de la Mer

Dopo la storia, l’arte, la natura, eccoci al mare per un assaggio provenzale che precede la tappa finale ovvero il soggiorno di qualche giorno in Costa Azzurra. La meta della nostra giornata è Saintes Maires de la Mer, piccolo villaggio di pescatori nel cuore della Camargue. D’estate, la località balneare si anima grazie a spiagge, caffè, boutique e ristoranti che offrono specialità locali, come la gardiane, carne di toro cotta a fuoco lento, oppure la tellina, un piccolo mollusco. Da segnalare anche che Saintes Maries de la Mer è meta di pellegrinaggio dei Gitani: il 24 e 25 maggio gitani da tutto il mondo si radunano qui per venerare la loro patrona, Santa Sara la Nera, la cui statua e le cui reliquie sono custodite nella cripta della chiesa.

La nostra giornata trascorre piacevole e vacanziera tra un giro al mercato ricco di prodotti tipici anche di artigianato, un buon pranzo a base di pesce e un giro sul battello. E così salutiamo anche la Camargue per dirigerci verso la Costa Azzurra e assaporare un altro pezzo di Francia, completamente diverso!

Il nostro viaggio avrà infatti come tappa finale Cavaliere, frazione di Le Lavandou, per trascorriamo qualche giornata di mare senza farci però mancare la visita a qualche incantevole borgo dell’entroterra, ma questo sarà un altro racconto…..

La spiaggia di Cassis, scenario diverso ma altrettanto affascinante

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