Riscoprire Montevecchia: le sue “piramidi”

Montevecchia è una delle località più gettonate per la gita domenicale in Brianza (dista 30 km da Milano e 15 km da Monza), ma si può sempre esplorare in modi diversi. Io ci sono stata tante volte ma solo oggi ho scoperto le sue “piramidi”!

L’itinerario proposto si snoda partendo dalla stazione ferroviaria di Cernusco-Merate, dopo circa 40 minuti di cammino si arriva alla Cascina Bagaggera per una breve sosta (per chi arriva in auto ci sono tanti prodotti tipici da acquistare come formaggi e marmellate). Si risale il corso del torrente Curone, che dà il nome all’area protetta e si attraversano i caratteristici “boschi umidi” di ontano nero e olmo, ricchi di biodiversità.

I boschi umidi

Lungo il cammino ci troviamo immersi nel fascino della vegetazione boschiva, scoprendo la particolarità delle “sorgenti pietrificanti”, ovvero ruscelli con presenza costante di acqua corrente in cui si formano travertini, rocce porose formate dalla precipitazione del carbonato di calcio, di cui sono ricche le acque sorgive. Una volta venute in superficie, le acque tendono a depositare parte del calcare su tutto ciò con cui vengono a contatto, rivestendo con patine le rocce, i sassolini, i muschi e creando questo particolare habitat.

Le sorgenti pietrificanti

Risalendo tra filari di viti, precorriamo la cresta delle colline che abbracciano la valle, per seguirne il profilo e scopriamo le “piramidi”, ovvero delle piccole collinette a gradoni alte circa 40-50 metri. Ma non si tratta di formazioni naturali, ma di opera dell’uomo. Questa la conclusione cui sono giunti gli studiosi, guidati dall’architetto De Gregorio, nel 2001: la loro origine si fa risalire addirittura al 60.000 A.C. Le antiche civiltà avrebbero modellato le colline di roccia calcarea formando i gradoni con scopi di carattere religioso e astronomico e non per finalità agricole dato che si tratta di terreni non coltivabili. Infatti l’area viene denominata dei “prati magri” a indicare la difficoltà di coltivazione agricola del terreno.

La vallata con le piramidi

La prima piramide è denominata “la collina dei cipressi” per via della presenza di 12 cipressi sulla cima distribuiti circolarmente attorno ad un masso di granito.

La collina dei cipressi

La seconda piramide o belvedere Cereda sarebbe stata utilizzata come osservatorio astronomico dal popolo dei Celti nel 400-500 A.C.; alla base sono ancora visibili alcuni ruderi, resti di mura che avrebbero circoscritto la collina, identificandola come luogo sacro. Rimane un blocco di granito a riprova dell’antica presenza di un santuario, data la sua disposizione.

Il blocco di granito sulla seconda piramide

La terza piramide è ricoperta dalla vegetazione ed è meno riconoscibile.
La scoperta delle “piramidi” e della sua storia antica è davvero affascinante!

Raggiungiamo infine l’antico borgo di Montevecchia, dove si può ammirare il Santuario medievale della Beata Vergine del Carmelo che occupa proprio la sommità di questo balcone naturale e osservare dall’alto il paesaggio brianzolo. Il panorama è davvero il fiore all’occhiello di questo luogo, infatti nelle giornate limpide si scorge Milano e ancora più giù sino agli Appennini.
Non perdete l’ottimo gelato al Monte Bianco!

Il panorama dal centro di Montevecchia con i grattacieli di Milano ben visibili all’orizzonte

Dal centro di Montevecchia si torna alla stazione di Cernusco-Merate in circa 40 minuti di cammino.

La veduta del santuario dalla strada verso Cernusco

Informazioni trekking

Percorso di categoria facile.

Dislivello massimo sia in salita sia in discesa: 250 m

Lunghezza totale: 15 km

Descrizione tappa: Cernusco Lombardone (m 250), Cascina Bagaggera (m 300), Galbusera Bianca (m 337), Monte di Rovagnate (m 386), Galbusera Nera (m 355), Cascina Costa (m 353), Ca’ del Soldato (m 330), Montevecchia (m 450), Cernusco Lombardone.

Mangiare bene
Montevecchia non offre solo l’occasione di camminate nella natura ma anche interessanti percorsi culinari. E’ nota infatti per la produzione di molte erbe aromatiche, di vini e soprattutto per i famosi formaggini freschi e stagionati, prodotti con latte vaccino e caprino. Se poi volete trattarvi bene io suggerisco “La tenuta Valcurone”, in ottima posizione, che propone in modo innovativo i prodotti tipici e la cucina brianzola.

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